Cos'è?
Rappresentato per la prima volta a Roma nel maggio del 1946 al Teatro Arlecchino di Roma, otto mesi appena dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’atto unico La Guerra Spiegata ai Poveri è una vera e propria apologia sulla guerra; un’assurda, satirica, grottesca quanto tragica celebrazione della sua
“necessità”, sulla follia universale che la alimenta e su chi la subisce, che Flaiano rilegge con il suo inconfondibile stile tagliente e amaro, con un’avvertenza inaugurale alla platea dei presenti in sala: «noi -autori - promettiamo solennemente di rinunciare alla satira solo quando tutti avranno rinunciato alla retorica». Lungi dal voler rappresentare uno scenario distopico apocalittico, in cui l’umanità rinunci definitivamente al sogno d’una rinascita collettiva, lo scopo dell’ironia graffiante di Flaiano non è nemmeno quello di risolversi in una risata amara dal retrogusto senza fine.
Al contrario, il suo sguardo inesorabile e laico, più che mai attuale sul mondo, ha la forza di irrompere sulla nostra scena come grido d’allarme, drammatica denuncia della spregiudicata, meschina, infinita miseria umana, consegnandoci, insieme, una profetica riflessione pacifista.
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